fondi e raccolte - Films Partenope
     
Logo Francesca Bertini
1908
Staff
1910
     
     
Roberto Troncone
1912
Italo Guglielmi e Liana Kadmina
1912
Set
1912
     
     
Locandina di Fenesta che lucive
1914
Sala posa
1915
Set
1915
     

 

La Partenope Film di Napoli fu fondata nel 1907 da Roberto Troncone che, sin da giovane, mostr\F2 grande interesse per lo studio delle immagini in movimento e la sperimentazione di nuove tecniche di ripresa. Sostenuto nelle sue iniziative dai fratelli minori Guglielmo e Vincenzo, Roberto invest\EC i suoi primi risparmi nell'acquisto della macchina da presa Lumi\E9re, con la quale si apprest\F2 a girare, nel 1898, il suo primo cortometraggio, dal titolo Ritorno delle carrozzelle da Montevergine, rimasto famoso nella storia della cinematografia. A tale produzione ne seguirono delle altre, ma il vero successo giunse con il documentario riguardante l'eruzione del Vesuvio del 6 aprile 1906. Roberto, a quel punto, vincol\F2 i propri guadagni nell'affitto di un attico in via Solimena al Vomero, che divent\F2 il primo teatro di prosa del cinema italiano.
Da qui ha inizio il breve ma intenso percorso cinematografico della Partenope Film di Napoli, a cui fecero seguito notoriet\E0, benessere economico e l' acquisto di due sale di proiezione, la Troncone e la Elg\E9. La fama della casa cinematografica fu dovuta, oltre all'ingegno e alla creativit\E0 di Troncone, anche all'amicizia con noti personaggi del tempo come Roberto Bracco, famoso scrittore e drammaturgo napoletano, o come Francesca Bertini e Raffaele Viviani, attori che prestarono i propri volti in cortometraggi quali Primavera di lacrime, lei, e Testa per Testa, di cui fu anche autore, lui. A tutto ci\F2 fa da scenario la citt\E0 partenopea che non pot\E9 non essere essa stessa fonte di ispirazione con le sue vedute, il suo folklore e la sua arte, sia musicale che teatrale.
Con gli anni, Roberto tent\F2 d'essere sempre a passo con i tempi, i film da 250 metri divennero di 1800, ed il vero trionfo della Partenope Film giunse con la proiezione, nel 1914 presso il Salone Margherita, di Funeste che lucive, liberamente ispirata ad un antico canto popolare siciliano, in cui si narrava un amore tradito.
Di l\EC a poco, per\F2, la vita della Partenope volse verso il declino: l'arrivo dei kolossal americani, la concorrenza nazionale, la censura e la rigidit\E0 del regime fascista, il mutamento di gusto e gli investimenti sempre pi\F9 inaccessibili smorzarono, sul finire degli anni Venti del Novecento, ogni euforia.

Stefania Gentile

 
   
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